Sanificazione degli ambienti nello studio odontoiatricoSanificazione degli ambienti nello Studio Odontoiatrico


Sanificazione degli ambienti

AMBIENTI

La sanificazione degli ambienti presuppone la rimozione dello sporco e la conseguente riduzione della carica batterica.

 

Giornalmente

  • Pavimenti: si rimuove quotidianamente lo sporco (con scopa o straccio, partendo da un punto e seguendo un circuito che non preveda un secondo passaggio in nessun punto) e sanificazione con detergente (lysoform); Settimanalmente, passare con candeggina o lisoformio (l’ammoniaca è sconsigliata per la sua tossicità);

  • Servizi igienici: rimozione completa di eventuali imbrattamenti (materiale fecale, altri materiali biologici,), utilizzando candeggina più volte al giorno ( ipoclorito di sodio )

  • Superfici lavabili: rimozione di eventuali macchie di sporco e successiva irrorazione di disinfettante per superfici tipo incidin

  • Rimozione rapida dei rifiuti speciali e indifferenziati (sacco nero e raccoglitore per rifiuti organici)

 

Settimanalmente

  • Pareti piastrellate, superfici non lavabili non destinate al consumo di alimenti (tavoli, ecc..): almeno settimanalmente si provvede alla sanificazione degli stessi;

  • La sanificazione intensiva dei servizi igienici (uso di candeggina e lysoform)

  • Rimozione dei rifiuti (sacco nero e raccoglitore per rifiuti organici)

  • La manutenzione degli eventuali impianti di condizionamento, con riguardo ai filtri della componente di umidificazione.

PREVENZIONE DELLE INFEZIONI CROCIATE

In caso di contatto con sangue per ferita, epistassi o altro, si deve evitare il contatto tra esso e la cute di altri soggetti. A tal fine è necessario che:

- ci sia una dotazione di guanti monouso, facilmente reperibili, da indossare prima di qualsiasi azione che possa comportare contatto con sangue o altri liquidi biologici;
- nel caso che comunque si verifichi l'esposizione, provvedere ad un immediato e approfondito lavaggio delle parti esposte;
- materiali contaminati con sangue (fazzoletti utilizzati per il soccorso, materiale di medicazione, guanti monouso, ecc.) sono raccolti in un sacco di plastica che dovrà essere ben chiuso e smaltito con i rifiuti immediatamente (possibilmente mettendovi all’interno ipoclorito di sodio).

PROTEZIONE DELL'OPERATORE

Così come tutti i pazienti devono essere considerati a rischio, allo stesso modo da un punto di vista operativo, tutte le terapie devono essere ritenute a rischio anche quelle non invasive, in quanto le modalità di trasmissione delle infezioni sono varie e molteplici (sangue, saliva, fluido gengivale ed aereosol). Le manovre di protezione e di prevenzione da parte del dentista, iniziano con il trattamento e la pulizia delle mani che deve essere sempre effettuata tra un paziente e l'altro. Il comune sapone e l'acqua sono di per sé sufficienti a rimuovere i microrganismi acquisiti occasionalmente nel contatto diretto o indiretto col paziente (saluti); per una disinfezione più accurata all'operazione precedente può essere fatta seguire il trattamento delle mani con sali di ammonio quaternario, iodofori, alcool al 70% o clorexidina allo 0,5%. E' bene ricordare, che prima del lavaggio igienico delle mani bisogna provvedere all'allontanamento di tutti quegli effetti personali (anelli e braccialetti) che costituiscono un sito di contaminazione non detergibile.

Dopo questa prima operazione, si esegue la protezione dell'operatore al fine di impedire il passaggio di microrganismi dal proprio corpo verso l'ambiente e viceversa. I componenti che permettono di ottenere tale "effetto barriera" possono essere distinti in:
- Abbigliamento propriamente detto che include camici, pantaloni, cappellini e copriscarpe; i materiali con cui sono realizzati tali indumenti sono i tessuti, i tnt ed i tessuti accoppiati con film di Gore-tex;
- Accessori dell'abbigliamento quali guanti, mascherine, occhiali, maschere facciali, tutti rigorosamente monouso o sterilizzabili;
- Calzature.

PROTEZIONE DEL PAZIENTE

Le misure di protezione del paziente sono differenziate in base al tipo di trattamento cui deve essere sottoposto; infatti, nel caso di un paziente che deve eseguire una terapia odontoiatrica non chirurgica o comunque non cruenta, ci si può limitare ad un trattamento preventivo del cavo orale con collutori a base di composti quaternari dell'ammonio o di clorexidina e nella protezione del busto con un tovagliolo monouso. Nell'eventualità in cui invece il paziente debba subire un qualsiasi tipo di intervento di chirurgia orale alle manovre precedenti si può aggiungere la detersione di labbra e guance ed il posizionamento sul capo di una cuffia monouso.

PROTEZIONE DEL PERSONALE AUSILIARIO

L'assistente alla poltrona, dopo l'odontoiatra, è colui che più viene a contatto con il paziente e quindi come tale deve sottoporsi alle misure di prevenzione e protezione precedentemente esposte per l'operatore sanitario.
Il ruolo dell'assistente non è soltanto quello di collaborare alle fasi operative del trattamento odontoiatrico ma è anche quello di mettere in atto tutte le misure che impediscono il propagarsi di infezioni crociate, sia attraverso la preparazione dell'ambiente-studio prima della terapia e sia mediante il riordino ed il riassetto della poltrona e la sterilizzazione degli strumenti. Per quanto riguarda il primo punto ricordiamo che prima di iniziare una terapia bisogna:
- Proteggere con fogli di plastica le aree di difficile disinfezione (maniglie e faretra),
- Preparare i vassoi e lo strumentario mantenendoli coperti fino all'inizio dell'intervento,
- Predisporre il materiale monouso,
- Montare i manipoli precedentemente sterilizzati.
L'altro compito importante dell'assistente è quello di effettuare, alla fine della terapia, una serie di procedure quali la decontaminazione biologica di tutte le superfici potenzialmente interessate (detersione e disinfezione con germicida) nonché la detersione, l'imbustamento e la sterilizzazione di tutti gli strumenti utilizzati.
Un fatto che spesso è ancora oggi trascurato, quando si fa riferimento al controllo delle infezioni, è la possibilità della trasmissione delle infezioni attraverso impronte, cere e manufatti protesici al laboratorio; per questo motivo tutto il materiale che dallo studio viene inviato in laboratorio deve subire la stessa accurata disinfezione riservata a tutto il resto dello strumentario.